I miei Viaggi > Quattro giorni a El Taray


25/11/2024

Quattro giorni a el Taray, Castiglia-La Mancha, provincia di Toledo, a fine Novembre.

Un luogo magnifico, tra i paesi di Villacanas e Villafranca de los Caballeros, fatto di lagune salate uniche nel loro genere (Penahueca, Tirez etc) che ospitano specie uniche, dagli uccelli agli insetti passando per le piante. Alcuni nidificanti della zona sono la sterna zampenere, l'avocetta, la gallina prataiola, l'otarda, l'occhione e così via. Svernano in grandi quantità le gru, che fanno da contorno rumoroso al viaggio in queste zone da Novembre a Febbraio.

La laguna di Taray è invece di acqua dolce, alimentata dai corsi d'acqua Riánsares e Gigüela, ma anche qui le specie iconiche non mancano: gobbo rugginoso, pollo sultano, svasso piccolo, basettino, ma anche grillaio, ghiandaia marina. Ampi canneti e acqua che non evapora mai completamente rendono questo posto un luogo chiave nell'arida zona della Mancia, e in generale in tutta la Spagna.
A Taray (che ricade sotto la municipalità di Quero) esiste una rete di capanni fotografici operativi tutte le stagioni (https://www.hideseltaray.com/), meta del nostro viaggio.

Partiamo da un punto: l'organizzazione è perfetta. Luis, il referente, ci ha proposto un programma e ha provveduto alla sistemazione in hotel a Villacanas, il tutto per 540€ (400€ per sei capanni e 140€ di sistemazione, due camere singole).

Un altro grande vantaggio è l'ubicazione, a un'ora di macchina dall'aeroporto di Madrid-Barajas, il che permette di atterrare nella capitale e affittare l'auto lì.

Noi come scritto inizialmente siamo andati in tardo autunno, che con l'inverno è il periodo migliore per i rapaci. In zona infatti svernano decine e decine di falchi di palude, nibbi reali, e inoltre la Mancia è una sorta di nursery dell'aquila di Bonelli, con molti esemplari giovani e immaturi che stazionano qui, lontano dai terreni di nidificazione utilizzati dagli adulti. Sugli alberi lungo il rio Gigüela nidifica inoltre una coppia di aquila imperiale iberica, e non mancano le poiane e l'astore.

I capanni sono divisi in “luce del mattino” e “luce del pomeriggio”, e quelli per rapaci sono fondamentalmente tre, due in luce del mattino (Espartal e Vega Mazon) e uno in luce del pomeriggio (La Mangada, a sua volta diviso in quello “originale” e uno vicino chiamato “dei riflessi”). Esistono anche capanni per uccelli palustri, Compuertas e La Masiega, che di solito si fanno con la speranza di fotografare il basettino.

In questo modo si possono combinare più capanni. Il consiglio è di fare almeno due giorni, in modo da fare entrambi i capanni del mattino e quelli del pomeriggio. Noi abbiamo fatto due volte Espartal, una volta Vega Mazon, due volte la Mangada e una volta Compuertas.

Espartal e Vega Mazon sono vicini, per cui gli animali che li frequentano sono sostanzialmente gli stessi. Se proprio dovete scegliere, consiglio Espartal: a parità di sfondi (in autunno, con le tamerici arancioni, bellissimi) i posatoi sono migliori. Anche tra quelli del pomeriggio consiglio La Mangada “originale”, tre posatoi molto belli e lo sfondo del canneto, mentre l'altro, nonostante lo sfondo altrettanto bello, ha un punto di ripresa più alto rispetto agli animali, e un solo posatoio a livello.

Per completare il programma abbiamo scelto Compuertas: i basettini sono molto irregolari, ma rispetto a La Masiega in quel momento frequentavano con regolarità martin pescatore, tuffetto e porciglione. Inoltre è un capanno con luce pomeridiana, rispetto a la Masiega che è in luce del mattino.

Espartal e Vega Mazon, posti in un'ampia radura, sono quelli con la maggiore varietà di specie (ci sono anche le upupe, e una volpe abbastanza regolare), e quelli frequentati dalla coppia di imperiali, mentre la Mangada, situato in mezzo al vasto canneto della laguna, è frequentato al 90% da falchi di palude, con apparizioni di poiane e di Bonelli.

Gli animali frequentano assiduamente i capanni, i primi ad arrivare sono sempre i falchi di palude e le imperiali. Solo dopo sono arrivati, almeno nel nostro caso, gli altri, quando apparentemente la carne messa a disposizione (si usa solo il morto, nessuna esca viva) sembrava esaurita: poiane, astore, aquila di Bonelli che quando scende fa il vuoto. I più difficili di tutti da fotografare sono i nibbi reali, che raramente si posano sui posatoi: la loro strategia e fare veloci picchiate per prendere il cibo al volo o tentare di rubarlo agli altri rapaci.

Viaggio fotografico da fare, per varietà di specie, posatoi, sfondi tra i posti migliori di Spagna. In autunno-inverno per i rapaci, in primavera per i nidificanti, e tra l'altro in quella stagione è possibile anche usare l'hidro-hide, il capanno galleggiante con cui girare autonomamente per la laguna.

L'organizzazione è perfetta, sono molto disponibili, e una menzione speciale al mitico Francisco, la guida sul posto che ti porta in giro per i capanni: non parla una parola di inglese, sarete voi alla fine a imparare un po' di spagnolo, ma la sua figura bonaria trasmette simpatia.

C'è infine una grande incognita, la nebbia. Aspettatevela, perchè è una zona che si presta al fenomeno. Leggetela in chiave positiva: si possono fare scatti un po' diversi. Certo, farsi tre giorni su tre con la nebbia non lo auguro a nessuno....